Benefici sulla salute cardiovascolare

Per gli amanti della montagna è bene sapere che (tra una pausa in rifugio e l’altra…) si può fare prevenzione anche in alta quota: molti sono infatti gli sport invernali, anche se non tutti indicati per la prevenzione cardiovascolare. Tra le varie alternative a disposizione, lo sci è sicuramente l’attività più conosciuta e accessibile a tutti, nonché una delle più efficaci per migliorare la salute del cuore. Se siete appassionati di montagna ecco alcune utili informazioni.

Uno stile vale l’altro?

No, non tutti i tipi di sci si equivalgono dal punto di vista della prevenzione! Il più indicato è infatti lo sci di fondo, che, nonostante comporti un dispendio calorico leggermente inferiore allo sci alpino, mette in moto un meccanismo di tipo aerobico, notoriamente molto allenante per l’apparato cardiovascolare. Infatti, se in mezz’ora di sci alpino si consumano circa 450/500 Kcal, a fronte delle 350/400 per la stessa seduta di fondo, a fare la vera differenza per il nostro cuore, è lo sforzo di resistenza tipico dello sci di fondo, che richiede un lavoro muscolare continuo e prolungato. Lo sci alpino, al contrario, coinvolge un metabolismo prevalentemente anaerobico-lattacido, a causa dei percorsi pendenti e ricchi di curve, che costringono a continue frenate e cambi di direzione, richiedendo grande forza e abilità tecnica piuttosto che resistenza.

Attenzione all’ altitudine!

Ricordate sempre che in montagna la fatica si avverte molto più che a bassa quota! Al di sopra dei 2.500 metri infatti, la concentrazione di ossigeno nell’aria comincia a diminuire sensibilmente, rendendo l’attività fisica più laboriosa per il nostro organismo. In particolar modo, cardiopatici e broncopatici potrebbero manifestare disturbi quali nausea, affaticamento, tachicardia, difficoltà respiratori e cefalea. Vi consigliamo di non sottovalutare mai questi sintomi e di scendere quanto prima a bassa quota.

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