Eccoci arrivati in uno dei mesi più caldi dell’anno, sia in montagna che al mare dal caldo di fine Luglio non si scappa.
Per non scoppiare dal caldo, specialmente per chi soffre di dolori cardiaci, è importante porre molta attenzione.
Nei pazienti affetti da scompenso cardiaco il cuore è maggiormente a rischio poiché impegna più energia nello svolgere il suo lavoro e si stanca più facilmente; infatti molti pazienti affetti da questo disturbo soffrono di difficoltà respiratorie non solo sotto stress, ma anche a riposo e nelle ore notturne.
Per i pazienti ipotesi le situazioni a rischio possono essere il caldo, la disidratazione, un impegno psico-fisico, forti emozioni, affollamento, tanto che alcuni soggetti, potrebbero perdere coscienza e cadere; si tratta in questo caso del classico “svenimento”.
E’ quindi indispensabile mantenersi idratati ed evitare per quanto possibile le situazioni cosiddette “a rischio”.
Ecco alcune delle domande più frequenti in tema caldo e cura del cuore:

È necessario modificare le terapie?

L’effetto collaterale più frequente, se pazienti cardiopatici si espongono per un tempo prolungato al sole, è senz’altro il senso di stanchezza; con periodiche analisi del sangue però è possibile tenere sotto controllo l’”affaticamento” del cuore e in tal caso provvedere con il proprio medico a delle correzioni farmacologiche.
Un secondo effetto collaterale è la disidratazione a causa del caldo e dell’abbondante sudorazione, si perdono più liquidi. Si raccomanda quindi molta acqua. In ogni caso rivolgetevi al vostro medico e sarà lui a consigliarvi e in caso a provvedere ad un aggiustamento della terapia.

Che tipo di alimentazione è meglio seguire?

Si raccomandano cibi leggeri, facilmente digeribili, da consumare in piccoli pasti, evitando di riempire eccessivamente lo stomaco, raccomandando inoltre una cena leggera. Ridurre al minimo bevande dolci, gasate e alcoliche per ridurre il lavoro cardiaco.

Possiamo esporci al sole?

Con il sole aumenta la vasodilatazione e si rischia un ulteriore abbassamento della pressione arteriosa. Per cui al sole si ma assolutamente da evitare nelle ore più calde (dalle 11 alle 16).

Cosa succede in montagna?

In montagna bisogna porre attenzione all’altezza, in quanto la pressione e il trasposto di ossigeno sono ridotti.
I pazienti con una cardiopatia sotto controllo possono soggiornare a basse quote (fino a 1800 m).
È necessario in ogni caso un attento controllo dei valori pressori ed attivare, se necessario, le giuste modificazioni terapeutiche.

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