Cos’è?

L’ictus è una malattia che colpisce il cervello e consiste nella morte di una parte delle cellule nervose che compongono la sostanza grigia (sede dei centri nervosi) o la sostanzia bianca (sede delle interconnessioni tra centri). Tale evento è irreversibile, poiché le cellule nervose non si rigenerano nel soggetto adulto. È causato dal mancato flusso di sangue ed ossigeno attraverso una delle arterie che decorrono all’interno delle ossa del cranio, chiamate arterie cerebrale. L’interruzione del flusso di sangue può essere provocata dalla rottura di una placca aterosclerotica, oppure dalla presenza di un trombo, oppure dalla rottura della parete di una di queste arterie che determina un’emorragia. Altre cause meno frequenti possono essere l’embolia gassosa, l’embolia paradossa, il vasospasmo ed alcune tossinfezioni.

Come si manifesta?

Le manifestazioni dell’ictus possono variare molto a seconda del tipo, della sede e dell’estensione della lesione che ha colpito il cervello. Ogni zona corrisponde, infatti, ad un centro di regolazione di una o più funzioni del nostro organismo, dall’elaborazione della parola al coordinamento della marcia, dalla respirazione alla deglutizione, dalla vista all’olfatto, etc. Inoltre, forme di ictus possono manifestarsi con crisi epilettiche (tremori), altre con amnesia (perdita della memoria), altre ancora con sincope (perdita di coscienza). La gravità, la sede e la tipologia delle lesioni può determinare anche il fatto che tali manifestazioni siano permanenti o transitorie.

Quali sono le cause?

Le cause che possono favorire la comparsa dell’ictus sono rappresentate dai principali fattori di rischio cardiovascolare, tra cui l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, il diabete mellito, il fumo, l’obesità e la familiarità per malattie cerebrovascolari, la fibrillazione atriale e l’aterosclerosi carotidea. Sono, inoltre, riconosciuti altri fattori di rischio, tra cui gli elevati valori di trigliceridi, i bassi valori di colesterolo HDL, la sedentarietà, lo stress, l’aumento degli indici di infiammazione e l’alterazione dei parametri della coagulazione.

Quali sono i sintomi?

I sintomi dell’ictus possono variare a seconda del tipo, della sede e dell’estensione della lesione che si verifica a livello del cervello. Inoltre, i sintomi possono essere transitori o permanenti. I sintomi più frequenti sono l’amnesia (incapacità a ricordare cosa si stava facendo prima dell’evento), l’afasia (difficoltà a parlare oppure dire parole senza senso compiuto), la paresi (incapacità di muovere uno o più arti o di fare altri movimenti con il corpo), la perdita del tono muscolare, la perdita dei riflessi, i tremori (crisi epilettiche), e la perdita di coscienza (sincope).

Diagnosi

La diagnosi di ictus si basa sull’esame obiettivo neurologico, che è mirato a riconoscere la presenza di alcuni deficit nelle attività motorie volontarie (ad esempio, esecuzione di movimenti semplici o complessi) e nelle attività motorie involontarie (riflessi), valutandone il tempo di insorgenza, la durata e la eventuale correlazione con altri segni e sintomi associati. La diagnosi viene poi confermata attraverso l’esecuzione di alcuni esami diagnostici, tra cui soprattutto lo studio del cervello mediante TC o RM, lo studio dei vasi del collo mediante esame Doppler, lo studio del cuore mediante elettrocardiogramma ed ecocardiogramma ed alcuni esami del sangue.

Trattamenti

Il trattamento dell’ictus dipende del tipo, della sede e dell’estensione della lesione che ha colpito il cervello. In generale, esso è rivolto a ripristinare quanto prima possibile il flusso di sangue e di ossigeno attraverso l’arteria ostruita oppure ad interrompere l’emorragia che si è verificata attraverso la rottura della parete dell’arteria. Per ottenere tali obiettivi sono oggi disponibili terapie farmacologiche e non farmacologiche, la cui efficacia è soprattutto condizionata dal tempo di insorgenza dei sintomi e l’accesso alle cure primarie in pronto soccorso.

A cura del Dr. Giuliano Tocci, Centro per la Diagnosi e la Cura dell’Ipertensione Arteriosa, UOC di Cardiologia, Facoltà di Medicina e Psicologia, Università di Roma Sapienza, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Roma, Italia; e-mail: giuliano.tocci@uniroma1.it

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