Cos’è?

L’infarto è una malattia che colpisce il cuore e consiste nella morte di una parte delle cellule muscolari che compongono le pareti del cuore stesso. E’ causato da un’ostruzione più o meno completa di una delle arterie che portano il sangue ed ossigeno al cuore, chiamate arterie coronarie, indotta dalla rottura di una placca aterosclerotica.

Come si manifesta?

Il sintomo caratteristico dell’infarto è il dolore al petto (anche detto “angina”). Si tratta di un dolore molto forte, localizzato al centro del petto, talvolta irradiato al braccio sinistro, alla gola, alle spalle o all’addome, che compare o peggiora con lo sforzo fisico, ma che può comparire anche a riposo.

Quali sono le cause?

Le cause che possono favorire la comparsa dell’infarto sono rappresentate dai principali fattori di rischio cardiovascolare, tra cui l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, il diabete mellito, il fumo, l’obesità e la familiarità per malattie cardiovascolari. Sono, inoltre, riconosciuti altri fattori di rischio, tra cui gli elevati valori di trigliceridi, i bassi valori di colesterolo HDL, la sedentarietà, lo stress, l’aumento degli indici di infiammazione e l’alterazione dei parametri della coagulazione. Il rischio di infarto è maggiore nel sesso maschile fino a 65 anni di età, al di sopra dei quali il rischio diventa comparabile tra uomini e donne.

Quali sono i sintomi?

Oltre al dolore tipico al petto, che rappresenta il sintomo caratteristico dell’infarto, possono spesso essere presenti altri sintomi associati, tra cui il battito accelerato (tachicardia) e l’affanno (dispnea). In genere, il sintomo che è fa riconoscere l’infarto è il dolore molto forte al petto.

Diagnosi

La diagnosi di infarto si basa sulla presenza di almeno uno dei seguenti criteri: 1) tipico dolore al petto con le caratteristiche sopradescritte; 2) alterazioni dell’elettrocardiogramma (modificazioni del tratto ST e dell’onda T); 3) aumento di alcuni marcatori nel sangue (in particolare, le troponine).

Trattamenti

Il trattamento dell’infarto è funzione del tempo tra l’insorgenza dei sintomi e l’accesso alle cure primarie (pronto soccorso), della sede e del tipo di infarto, nonché delle caratteristiche cliniche del paziente. La terapia si basa sull’uso di farmaci che riducono il dolore, migliorano il flusso sanguigno e preservano il cuore dal danno. Inoltre, è possibile ricorrere all’impiego di terapie farmacologiche (trombolisi) o non farmacologiche (angioplastica con impianto di stent) in grado di riaprire il vaso ostruito e ripristinare il flusso di sangue e di ossigeno attraverso l’arteria coronarica responsabile dell’infarto.

A cura del Dr. Giuliano Tocci, Centro per la Diagnosi e la Cura dell’Ipertensione Arteriosa, UOC di Cardiologia, Facoltà di Medicina e Psicologia, Università di Roma Sapienza, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Roma, Italia; e-mail: giuliano.tocci@uniroma1.it

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