Il 29 settembre 2021, in occasione della Giornata mondiale del Cuore, si sono riuniti per la prima volta rappresentanti delle società scientifiche, dei pazienti ed esponenti della società civile, insieme ad istituzioni e settore privato, all’evento “Nuove strategie di prevenzione cardiovascolare nel post-pandemia: la sfida parte dal territorio”, organizzato da Novartis Italia e patrocinato da Health City Institute in streaming su ANSA.

“La pandemia – evidenzia Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (Siprec) – ha avuto una serie di effetti importanti. Basti pensare che in un articolo pubblicato su European Heart Journal il numero di infarti arrivati in ospedale nel marzo 2020 sono stati la metà di quelli di marzo 2019. Quindi anche persone con infarto non si sono recate in ospedale, senza contare chi ha una malattia cronica come ad esempio l’ipertensione o lo scompenso cardiaco. I dati sono stati più drammatici ancora. Anche il ministro Speranza ha spiegato che serviranno investimenti importanti di tempo e risorse per recuperare. Questo recupero non è un fatto ‘cosmetico’, ma di straordinaria importanza perché avere più fattori di rischio potrà significare nel prossimi 5-10 anni un numero di infarti, scompenso cardiaco e ospedalizzazioni molto più alto. È un recupero che ha il carattere di un’urgenza”.

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