Solo 1 paziente su 2 assume le terapie seguendo le indicazioni del dottore (dosi, tempi, frequenza). In 6 episodi consigli (e gag) di «impazienti» cronici che hanno imparato a farlo, vivendo meglio con la propria patologia

Medicine necessarie per lo scompenso cardiaco o dopo un infarto, per tenere sotto controllo colesterolo, pressione alta e/o diabete: vanno prese seguendo le prescrizioni del dottore, senza modifiche o interruzioni. Sembra scontato ma fra i pazienti con malattie croniche solo la metà riesce a seguire correttamente le cure.

Secondo uno studio realizzato in cinque Paesi europei, se l’aderenza alle terapie antipertensive salisse al 70%, si potrebbero evitare oltre 82 mila infarti ed ictus, con un risparmio di 330 milioni di euro. Spiega Massimo Volpe, direttore della Cattedra di cardiologia all’Università La Sapienza di Roma: «Rispettare le raccomandazioni del medico su dosi del farmaco da assumere, tempi e frequenza, per l’intera durata della terapia, è fondamentale per il successo del trattamento, soprattutto nelle condizioni croniche e in particolare nelle malattie cardiovascolari». Aggiunge Giovambattista Desideri, direttore della Scuola di specializzazione in geriatria dell’Università dell’Aquila: «Il non adeguato controllo dei valori di glicemia, colesterolo, pressione arteriosa determina un’inadeguata protezione cardiovascolare, quindi un fattore di rischio occulto per la salute del cuore». Cosa fare? «L’aderenza alle terapie – sottolinea Volpe – risulta più elevata se la persona è bene informata sulla propria condizione quindi sul perché deve assumere uno o più farmaci, ha un dialogo col medico curante di cui si fida, crede nell’efficacia del trattamento prescritto perché, per esempio, ne rileva dei benefici».

QUI L’ARTICOLO COMPLETO DEL CORRIERE DELLA SERA

 

 

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