Oggi vi prensentiamo un nuovo evento online (FAD ECM) promosso dalla Società dal titolo:

Prevenzione dello scompenso cardiaco, il segreto dei beta bloccanti

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https://siprec-prevenzionescompenso.it/

PROGRAMMA

Modulo 1
Video di introduzione al corso
Massimo Volpe

Modulo 2
Come prevenire insorgenza e progressione dello scompenso cardiaco: l’importanza dei sistemi neurormonali
Massimo Volpe

Modulo 3
Il paziente con comorbidità e il vantaggio del trattamento con betabloccanti
Pasquale Perrone Filardi

Modulo 4
Appropriatezza e personalizzazione della terapia: parole chiave nella gestione dello scompenso cardiaco
Bruno Trimarco

RAZIONALE

Lo scompenso cardiaco o insufficienza è una condizione clinica caratterizzata da una progressiva inadeguatezza del cuore ad immettere nella circolazione sistemica la quantità di sangue necessaria a garantire le funzioni dei tessuti metabolicamente attivi.

Sostanzialmente, tutte le patologie cardiache possono predisporre allo sviluppo ed a contribuire alla progressione dello scompenso cardiaco. Tra queste, le principali patologie coinvolte nella genesi e nella progressione di malattia verso le fasi terminali dello scompenso cardiaco sono soprattutto la cardiopatia ischemica, la cardiopatia ipertensiva, le cardiomiopatie, le valvulopatie, le bradiaritmie e le tachiaritmie, ed alcune patologie extra-cardiache.

Al fine di ridurre il carico di morbilità e di mortalità, ma anche con l’obiettivo di ridurre il numero di ospedalizzazioni per scompenso cardiaco ed i costi correlati alle procedure diagnostiche e terapeutiche per la gestione clinica dei pazienti affetti da scompenso cardiaco, le ultime linee guida europee ed internazionali hanno sottolineato più volte l’importanza di applicare tempestivamente strategie di prevenzione primaria dello sviluppo di malattia, piuttosto che strategie di prevenzione secondaria dello sviluppo delle complicanze.

Sebbene a lungo considerati controindicati nel trattamento dello scompenso cardiaco, dagli anni novanta in poi i beta-bloccanti costituiscono uno dei capisaldi della gestione farmacologica di questa patologia. I benefici dell’impiego di beta-bloccanti nella gestione terapeutica dello scompenso cardiaco, in particolar modo a frazione d’eiezione ridotta, sono stati dimostrati in numerosi studi clinici, rendendo questa classe farmacologica raccomandata indipendentemente dalle caratteristiche cliniche e dall’età dei pazienti e dall’eziologia della disfunzione ventricolare. I beta-bloccanti sono inoltre caratterizzati da un profilo di sicurezza favorevole anche in categorie in cui storicamente erano considerati controindicati, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

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