Obesità: da amplificatore di rischio a malattia cronica

106 OBESITÀ: DA AMPLIFICATORE DI RISCHIO A MALATTIA CRONICA anche ai flussi migratori, è uno dei problemi che affrontiamo anche sul nostro territorio e così sarà anche nei prossimi anni [4]. L’emergenza della pandemia ha poi acuito tutti i problemi, in particolare quelli legati alla diminuzione della mobilità legata ai periodi di lockdown, tanto che alcuni autori hanno coniato il termine ‘covibesity’ [1]. Sul territorio agiscono le ASL, suddivise per distretti ed i professionisti coinvolti, appartenenti al SSN sono i Medici di Continuità Assistenziale, gli Specialisti Territoriali, i Pediatri di Libera Scelta ed i Medici di Medicina Generale (MMG). Su questi ultimi ricade il peso maggiore dell’individuazione e gestione dei problemi di salute. Fino ad oggi, scarsissimo è il livello organizzativo e le risorse investite dal Sistema Sanitario: si arriva al massimo ad avere (tranne alcuni casi come nel Veneto) aggregazioni volontarie di MMG, prive però di strutture, di qualsiasi tipo di strumentazione, di personale infermieristico e di qualsiasi collegamento informatizzato con gli specialisti territoriali e gli ospedali di riferimento, atto a costituire una vera e propria rete territoriale. Grazie al ruolo ed alla posizione privilegiata che occupano all’interno del tessuto sociale, ogni giorno essi si confrontano con problemi di salute: dagli interventi urgenti alla prevenzione, dalle terapie croniche alla palliazione, essi costituiscono sempre un punto di riferimento per i propri pazienti. La promozione degli stili di vita, mira a raggiungere obiettivi di salute su più fronti: i fattori di rischio modificabili quali il fumo, l’obesità ed il sovrappeso, l’abuso di alcol, lo scarso consumo di frutta e verdura, le iperlipidemie e l’ipertensione sono in relazione diretta con un largo ventaglio di patologie (cardiovascolari, respiratorie, oncologiche, diabete), per cui il valore aggiunto delle attività di prevenzione consiste nel fatto di raggiungere molteplici obiettivi di salute. L’abbondanza di frutta e verdura nella dieta previene le malattie cardiovascolari così come alcuni tumori, L’aumento dell’attività fisica migliora il metabolismo osseo e la resistenza all’insulina. Per questi aspetti, la MG può ottenere grandi risultati in termini di salute pubblica, se adeguatamente supportata da personale e strutture adeguate. Il rapporto di fiducia e la conoscenza personale del paziente e dei suoi valori, insieme alla conoscenza dell’ambiente in cui vive, consentono interventi mirati alle specifiche esigenze dela persona. Non si può infatti affrontare il problema dell’obesità nel singolo individuo senza considerare il suo approccio nei confronti dell’alimentazione ed il contesto sociale in cui egli stesso vive. In una società globalizzata, la presenza contemporanea di persone appartenenti a culture ed abitudini alimentari diverse, aggiunta alla maggiore o minore propensione all’attività fisica rende complicato avviare i percorsi necessari per affrontare il problema obesità a livello di popolazione. Già nel 1985 J. Rose indicava due principali linee di intervento che possono essere implementate a diversi livelli e da soggetti differenti [5]. La prima è la strategia dell’alto rischio, secondo la quale è più conveniente agire sui soggetti a più alta probabilità di ammalare dove gli interventi, spesso invasivi, hanno maggiori possibilità di riuscita e godono di solide prove di efficacia (si pensi alla chirurgia bariatrica); la seconda, definita strategia di popolazione (la legislazione contro il fumo ne è un esempio) è basata su interventi più ‘soft’, solitamente non farmacologici, nella quale il grande numero di persone esposta all’intervento garantisce un consistente risultato in termini di salute della popolazione stessa. Rose ha dimostrato la maggiore efficacia di questa seconda opzione in quanto, a parità di risorse investite, un piccolo miglioramento nella distribuzione dei fattori di rischio si traduce in un miglior risultato in termini di salute pubblica. Due aspetti si devono considerare riguardo le scoperte di Rose: da allora gli interventi sono più efficaci ed abbiamo precise indicazioni sui soggetti a cui indirizzarli, ed oggi siamo in grado di identificare

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