17 DOCUMENTO SIPREC 2022 su oltre 432mila bambini, adolescenti e giovani tra i 2 e i 19 anni di età, il tasso di incremento dell’indice di massa corporea (Body Mass Index, BMI) è raddoppiato rispetto al periodo che ha preceduto il confinamento da pandemia; in particolare, nella fascia di età tra i 6 e gli 11 anni, il BMI è risultato addirittura aumentato di 2 volte e mezzo, e la percentuale di bambini e adolescenti definiti obesi, nell’arco dell’ultimo anno, è aumentata dal 19.3% al 22.4%. Inoltre tra coloro già affetti da sovrappeso o obesità è stato registrato un incremento ponderale di circa 0.7 kg al mese, secondo un ritmo di crescita che, se trasposto in 6 mesi, significherebbe circa 4 kg in più, oltre il doppio di quello che viene abitualmente considerato il regolare e sano incremento ponderale [12]. Durante la pandemia è risultata in ciascun Paese una diminuzione dell’attività fisica in circa il 28% dei bambini tra i 3 e i 5 anni di età, mentre è aumentato il consumo di snack dolci in circa il 19% dei bambini al di sotto dei 5 anni di età [7]. Anche i dati italiani registrati in corso della pandemia hanno messo in luce come circa il 40% dei bambini ha modificato le proprie abitudini alimentari: il 27% ha dichiarato di aver mangiato di più e di aver aumentato in particolare il consumo di snack (60.3%), di succhi di frutta (14%) e di bibite zuccherate (10.4%) rispetto al periodo pre-pandemico [13]. Di contro, è aumentato di circa 5 ore al giorno il tempo trascorso davanti ad uno schermo nei bambini e tra gli adolescenti di età compresa tra i 6 e i 18 anni, contribuendo alla maggiore sedentarietà [14]. Alla luce di questo scenario, che ha visto il collidere di due eventi pandemici, ovvero il diffondersi dell’infezione da SarsCov-2 ed il dilagare dell’obesità, ad oggi diventa ancora più importante promuovere l’adesione alle raccomandazioni di una corretta alimentazione e di uno stile di vita sano soprattutto in bambini e adolescenti. Dal Global Burden of Disease Study (GBD) è emerso che il numero di decessi e gli anni cumulativi di vita persa per disabilità (DALYs), correlati ad un BMI elevato, tra il 1990 e il 2017, sono più che raddoppiati sia nel sesso femminile sia nel sesso maschile. Le malattie cardiovascolari, infatti, sono risultate la principale causa di DALYs correlati all’eccesso ponderale, seguite da diabete mellito, nefropatie e patologie neoplastiche, rappresentando circa l’89.3% di tutti i DALYs attribuiti ad un BMI elevato [15]. Pertanto, l’obesità rappresenta sempre di più un problema urgente che deve essere prontamente ed adeguatamente affrontato a partire dall’età pediatrica. Infatti, è ormai noto come la condizione di eccesso ponderale persista in età adulta in una elevata percentuale di bambini e adolescenti affetti da sovrappeso e obesità [16]. Tale fenomeno è in particolar modo influenzato da: età, gravità e familiarità. Infatti l’età avanzata è associata ad una maggiore persistenza di obesità in età adulta, pertanto la maggior parte degli adolescenti obesi rimarrà tale anche una volta raggiunta la maggiore età [17]. Anche la gravità dell’obesità è importante: il 71% degli adolescenti affetti da obesità grave è risultato aver mantenuto la condizione di eccesso ponderale grave anche in età adulta rispetto a solo l’8% dei coetanei affetti da sovrappeso o obesità di minore entità [17]. Infine, è stato ampiamente dimostrato che l’obesità nei genitori aumenta di oltre 2 volte il rischio, nei figli obesi di età inferiore a 10 anni, di mantenere la condizione di eccesso ponderale anche in età adulta. Certamente i fattori ereditari riconoscono un importante effetto sulla prevalenza dell’obesità, ovvero è noto come l’obesità in un singolo genitore aumenti di 2 - 3 volte il rischio di obesità nel figlio e di oltre 15 volte qualora entrambi i genitori siano affetti da obesità [17]. Seppure la maggiore parte delle cause di sovrappeso e obesità siano notoriamente prevenibili e reversibili, tuttavia, ad oggi, nessun Paese è riuscito a fronteggiare l’emergenza contrastando ed invertendo la crescita di questa condizione epidemica. Infatti dalla pubblicazione dei Joint Malnutrition Estimates (JME) in Aprile 2021 si sono rivelati, a livello globale, insufficienti i progressi per raggiungere gli obiettivi proposti per l’imminente 2025 dalla World Health Assembly (WHA), ovvero il non ulteriore incremento nella prevalenza dell’eccesso ponderale al di sotto dei 5 anni di età, e dai Su-
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