L’inquinamento causa infarti e ictus

L’inchiesta sul nuovo numero di Salute

Il 26 gennaio 2022, sul nuovo numero di Salute, è stata pubblicata l’inchiesta “L’inquinamento causa infarti e ictus” in edicola con la Repubblica [Link].

Nell’articolo Lo Smog colpisce al cuore di FEDERICO MERETA tra gli esperti è stato intervistato il Presidente SIPREC, Massimo Volpe.

I diversi inquinamenti atmosferici possono avere un’azione negativa molto pesante su cuore e arteria. Sappiamo ad esempio che l’esposizione al particolato può indurre un danno vascolare diretto, attraverso un aumento dei processi ossidativi delle cellule della parete arteriosa, con conseguente incremento dei radicali liberi nocivi per le cellule stesse, oltre a favorire l’infiammazione.

Il risultato è che si è maggiormente predisposti all’aterotrombosi, e, soprattutto, chi già soffre di patologie cardiovascolari rischia che si rompa più facilmente una placca su un’arteria e che si ostruiscano i vasi. Aumenta, quindi, il pericolo di andare incontro a un infarto o a un ictus

Lo scenario peggiora in presenza di infezioni virali, come quella da Sars-CoV 2. Massimo Volpe: Quando si verifica un’infiammazione delle vie respiratorie, magari indotta dall’esposizione a inquinanti e implementata da un’infezione virale come l’influenza o da Sars-CoV2, si liberano citochine, cioè composti che facilitano l’infiammazione. Quindi, a prescindere dall’oggettiva azione diretta dei virus sulle cellule cardiache, si crea una condizione che facilita l’infiammazione dell’endotelio e quindi anche la possibilità che si manifestino fenomeni di trombosi all’interno dei vasi.

“Tutte queste osservazioni confermano come la prevenzione cardiovascolare si leghi indissolubilmente alla sostenibilità ambientale”, conclude Volpe: Le automobili, la produzione industriale e l’urbanizzazione hanno creato una condizione per cui, soprattutto in alcune aree, la qualità dell’aria può diventare una minaccia per la salute per il sistema cardiocircolatorio. Inoltre la vita in città può favorire anche l’inattività fisica e di conseguenza l’obesità e le alterazioni metaboliche, creando un circolo vizioso estremamente pericoloso per il cuore. Questa attenzione, in chiave preventiva, deve partire fin dai bambini, che già ora sono esposti a condizioni ambientali non ottimali e tendono a sviluppare frequentemente alterazioni metaboliche che mettono a rischio cuore e vasi.

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